Mauro Zibaldo
Mauro Zibaldo

Campagna storytelling BMW

Cliente
BMW
Anno
2026

Project work di storytelling: una breve storia con protagonista BMW, raccontata su Facebook, Instagram e TikTok con il linguaggio di ogni social. Dalla scrittura del racconto alla strategia transmedia, fino al film per Facebook, al carosello still life per Instagram e al POV verticale per TikTok.

Ambito di lavoro

  • Art Direction
  • Copywriting & Storytelling

Il brief

Il brief di questo project work era di quelli che mi accendono subito: ideare e scrivere una breve storia con protagonista un brand automobilistico o una compagnia aerea, e poi farla vivere sui social, su Facebook, Instagram e TikTok, usando il linguaggio di ciascuno: post, caroselli, stories e reel.

Ho scelto BMW e sono partito dalla cosa che conta di più: la storia. Prima dei formati, prima dei canali, prima di qualunque immagine.

La storia

Il protagonista è Marco: oggi direttore generale, ieri studente con il motorino a spinta e gli appunti in disordine. Ecco il racconto da cui nasce tutta la campagna.

Marco ha un appuntamento che non è un appuntamento. Stasera il suo vecchio professore di economia compie settant’anni. Ha invitato i venti studenti che ricorda ancora per nome. Marco è uno di quei venti. Non lo vede da dodici anni.

Ogni giovedì Marco andava a ricevimento dal professore, legava il motorino al palo della luce sotto casa sua e saliva col fiatone e gli appunti in disordine. Il professore lo guardava e diceva: “Marco, lei ha una marcia in più.” Marco abbassava gli occhi. Non per modestia, ma perché non ci credeva. La marcia in più la vedeva negli altri: quelli con le risposte pronte, i padri giusti, le strade già tracciate. Non in sé.

Ha fatto carriera lo stesso, e stasera Marco è direttore generale. Dodici anni, un passo alla volta, senza mai fermarsi a pensare se il professore avesse ragione o se fosse solo un uomo gentile che incoraggiava uno studente qualunque. Ma mentre si prepara per la cena, il dubbio che ha portato con sé per dodici anni bussa più forte del solito: quello che ho costruito è davvero la marcia in più che lui vedeva?

Scende. Sale nella BMW. Chiude la portiera e il dubbio si abbassa di volume. Roma di sera fa quello che sa fare meglio: si mette in scena. I Fori illuminati scorrono nel finestrino come una quinta teatrale, poi il Lungotevere, i platani, la cupola che appare e scompare tra i palazzi come un pensiero ricorrente. La BMW attraversa Trastevere con la stessa naturalezza con cui Marco attraversa una sala riunioni, senza chiedere spazio, trovandolo. A un semaforo di viale Marconi qualcuno guarda la macchina e poi guarda lui. Non con invidia. Con riconoscimento.

Arriva. Parcheggia davanti allo stesso portone, sotto lo stesso palo della luce. Solo che stasera non c’è nessun motorino da legare. Entra. Il professore lo vede dalla porta. Lo guarda. Poi guarda fuori dalla finestra, la BMW sotto il lampione, esattamente dove una volta c’era il motorino a spinta. Sorride.

“Marco. Lo sapevo.”

Instagram: il carosello still life

Su Instagram la storia si fa immagine. Ho progettato un carosello editoriale di cinque slide fotografiche in stile still life, tutte nello stesso universo narrativo e visivo. Ogni slide è un dettaglio estratto dal mondo di Marco, ripreso con l’angolazione più adatta al suo scopo: le mani che annodano la cravatta, riprese dall’alto; il cambio in cuoio cognac, in macro laterale dal sedile del passeggero; il volante con il logo BMW, ripreso frontalmente attraverso il parabrezza; una foto in bianco e nero del motorino, incorniciata su una mensola accanto alle chiavi della BMW.

Gli oggetti raccontano Marco per metonimia, mentre le componenti meccaniche dell’auto ancorano il claim alla doppia lettura della parola marcia: la grinta personale e l’ingranaggio del veicolo. L’ultima slide è la BMW sotto il lampione, con la stessa inquadratura del climax del film di Facebook e il claim che chiude entrambe le letture. Nessuna didascalia, nessun testo sovrimpresso: solo le immagini, e il claim sull’ultima. Il carosello diventa un ponte tra chi si era, chi si è e cosa si guida.

È un formato nativo: il carosello lifestyle è la lingua madre di Instagram premium. E qui l’obiettivo è diverso da Facebook: l’utente non deve capire la storia di Marco, deve associare BMW a un’estetica di identità curata e coerente. Il carosello di oggetti costruisce proprio questo territorio simbolico: ogni volta che chi è in target incontra un oggetto di quell’universo, si attiva un’associazione di brand mood già formata. Non ricorda la storia. Ricorda la stessa sensazione dell’utente Facebook.

Carosello Instagram still life della campagna BMW Una marcia in più

TikTok: POV, è il tuo posto

Su TikTok la storia cambia punto di vista e diventa tua. Lo spettatore è dentro: nessuna voce, nessuna spiegazione, solo il momento privato vissuto dalla posizione più intima, il sedile del conducente. Chi guarda diventa il conducente.

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